DIPENDE.
Perchè posso liberarmi da qualunque dipendenza solo cedendo ad un'altra?
Ciao, state leggendo SUPERNOVA CLUB e ci metterete più o meno 5 minuti ⏱️
Nella mail di oggi si parlerà di dipendenze, di quanto è importante imparare cose nuove accettando di fare inizialmente schifo, avremo una nuova rubrica dal mondo SUPERNOVA in cui Walter vi consiglia le sue biografie preferite e probabilmente altre amenità che mi verranno in mente in corso d’opera e che attualmente non posso immaginare. Insomma l’ennesimo gustoso minestrone di argomenti non necessariamente collegati tra loro a cui mi piacerebbe abituarvi e per cui credo valga la pena iscrivervi, tanto è gratis.
A proposito, avevo parlato di minestrone pure nella mail precedente per descrivere la confusione di spunti che avreste incontrato e nei commenti più di qualcuno mi ha scritto di essere rimasto deluso dalla mancanza della ricetta vera e propria.
Essendo il minestrone uno dei miei piatti preferiti e volendo essere fedele alla prima regola che ho imparato in questo business, ovvero: “ mai deludere il tuo pubblico!” mi piacerebbe inaugurare una nuova rubrica di cucina con la mia personale ricetta del minestrone di verdure.
Vi anticipo che ci sarà il colpo di scena finale.
Minestrone a la Sandrèn ( nouvelle cuisine ).
Le quantità decidetele voi a piacere e ad occhio. Siamo adulti.
Partite da un bel soffrittino leggero di cipolla e aglio tritati finissimi. Aggiungete poi carote e sedano tagliati finemente e lasciate soffriggere pure loro! Dopo qualche minuto acqua a garganella! A questo punto nell’acqua adeguatamente salata aggiungete le patate a cubettini le zucchine a rondelle, il pomodoro e qualunque verdura vi aggradi. Assicuratevi di avere a disposizione qualche ora buona per la cottura.
Cuocendo molto, le patate non reggeranno la pressione e inizieranno a squagliarsi andando a conferire una naturale e non eccessiva densità al minestrone che a me piace liquido, ma non deve essere brodo.
Ah chiariamo subito: qui si parla di minestrone eh, non di passato di verdura. Se avete intenzione alla fine di frullare tutto quanto insieme significa che la vostra capacità di godere della cucina è al livello di un bambino di 4/6 anni e io non ho tempo da perdere.
Chiarito questo punto, mentre il vostro minestrone sta bollendo, potete azzardare la prima mossa speciale, il primo game changer della partita ( spoiler non sarà l’unico ):
I fagioli. Fagioli si o fagioli no?
Ma che domande sono!? Certo che fagioli sì, ma non facciamola troppo semplice.
Fate bollire un bel po’ di fagioli borlotti in un pentolino a parte ( se li avete lasciati a bagno preventivamente qualche ora meglio ) li fate ammorbidire per bene e al termine della cottura ne buttate metà insieme al resto delle verdure mentre l’altra metà la frullate e la tenete da parte.
Quando il minestrone vi sembrerà pronto, accettate il fatto che state sbagliando e fatelo andare ancora un po’, aggiungendo i fagioli frullati e mescolate per bene regolando di sale e pepe. Adesso potete servirlo bello caldo e sarebbe bello dare pure una grattatina di parmigiano và...
Buon appetito? Non ancora. Qui è il momento di sfoderare il colpo da maestro. Non sentitevi obbligati a farlo perché non tutti hanno le spalle larghe a sufficienza. Quello che vi sto chiedendo è un atto di fede ma so benissimo che una volta intrapresa questa strada niente sarà più come prima, quindi se non avete le palle non ve ne farò una colpa. Anzi, apprezzo la sincerità nel riconoscere i propri limiti. Ma se invece volete lasciarvi condurre nella tana del bianconiglio aggiungete un cucchiaio… anzi fate mezzo cucchiaio che già vi vedo che fate i gradassi ma poi finite in ginocchio a piangere… aggiungete mezzo cucchiaio di… aceto balsamico.
E questo è tutto ciò che ho da dire su come va preparato un minestrone di verdure.
Prima di entrare nel capitolo dipendenze vi ricordo che tra poco mi rimetterò in marcia attraverso l’Italia per la seconda parte del mio tour comico BENVENUTO NELL’A.I
Non vedo l’ora di venirvi a trovare. Potete prendere i vostri biglietti QUI.
CIAO SONO ALESSANDRO E NON GIOCO A WORDLE DA 1 MESE.
Oh sarà che il Dry January mi ha cambiato ma sto cercando di prendermi una pausa da tutto quello che può vagamente essere considerato una dipendenza, una pausa da tutte quelle cose che ormai fai senza nemmeno rendertene perché ormai sono poco più di un riflesso incondizionato e dopamina a prezzi stracciati. Vi capita mai di essere colti da questi raptus di decluttering dell’anima in cui invocate il sacro spirito di Marie Kondo a riordinare i cassetti del vostro cervello?
Io sto vivendo proprio questa fase ma il risultato non è mai una libertà completa. Si passa piuttosto da una dipendenza all’altra. Capita anche a voi? Eh…? Eh…? Vi capita o no? Si nota che sto cercando l’interazione? scrivetemelo nei commenti.
Insomma, come tutti passavo troppo tempo scrollando i social come un tossico e tempo fa ho deciso di metterci un freno. Eliminare l’app, che sarebbe la decisione normalmente più saggia, purtroppo è da escludere considerando che i social sono parte del mio lavoro, e allora ho deciso di attivare il limitatore del telefono. Tempo massimo complessivo giornaliero sui social: 15 minuti. Poi fine. Kaput. Nada màs. Certo è un lucchetto facilmente forzabile ma aprire un social e leggere “limite di tempo raggiunto” ti fa evitare lo scrolling non necessario. Quel riflesso incontrollabile che ti piglia ogni volta che il cervello non trova un’occupazione per più di 3 secondi.
A quel punto però ho scaricato Wordle. Per chi non lo sapesse è un’app del New York Times che ti sfida ad indovinare ogni giorno la parola misteriosa di 5 lettere. Una sola al giorno e poi basta fino alla mezzanotte del giorno successivo in cui si aggiorna automaticamente.
Che male può fare una cosa così? Cosa può succedere?
Può succedere che stasera sono proprio stanco e me ne andrei a dormire presto, magari proprio adesso, però guardo l’orologio e l’orologio dice 23.28. Cioè tra mezz’oretta esce la nuova parola di Wordle. A sto punto tanto vale aspettare, così almeno poi domani non ci penso più. Si, perché c’è un momento in cui, se sei dipendente, anche un giochino diventa un lavoro, un obbligo, una missione da compiere senza sapere perché, come fossi Desmond nel bunker di Lost ad osservare la vita che scorre inserendo i numeri magici altrimenti… altrimenti cosa? Altrimenti niente, eppure 4,8,15,16,23,42. E quel giorno la parola è più complicata del previsto e non ci metti 2 minuti, ce ne metti quindici, e a quel punto ormai hai il telefono in mano, vuoi non controllare qualcosa? Qualunque cosa va bene. E quando finalmente posi il telefono e spegni la luce l’orologio dice 24:58.
No bueno. E quindi via anche Wordle.
p.s. Devo ammettere che la spinta decisiva a smettere è arrivata anche da un tweet molto divertente di un tizio che mi ha girato la mia collega di Wordle Guia Soncini. Il tweet era questo. 🤣
“Un’ora prima di uccidere Charlie Kirk, l’assassino si stava bullando del suo punteggio a Wordle.” Transennate Soncini e Cattelan. Scelta saggia.
Però adesso che faccio? Ho comprato un quaderno su cui scrivere ogni giorno un pensiero di ringraziamento verso la vita. Probabilmente fa bene e sicuramente mi scandisce le giornate, ma è un filo troppo hippie-new wave per i miei gusti e allora facciamo qualcos’altro. Vado a camminare/correre tutti i giorni, che è stata una buona idea e un’attività salutare durante l’estate al mare, ma appena rientrato a Milano è diventato chiaro che quello che guadagni in circolazione del sangue lo perdi in salute dei polmoni aggrediti dallo smog e dalle polveri sottili. Allora tanto vale drogarsi, e quindi basta anche con la corsa.
Dentro con la palestra, ma sono durato meno di due settimane perché mi fa schifo.
E quindi ecco la folgorazione per il tennis. Gioco malissimo, perdo sempre, e sono bruttissimo da vedere, ma non mi importa perché sono innamorato pazzo di questa scoperta ed ogni momento in cui non sto giocando a tennis è un momento della mia vita che sto sprecando e in più penso che trovare l’amore per qualcosa in cui fai schifo innalzi lo spirito. Solo che non ho un’agenda fissa che mi permette di calendarizzare giornate dedicati al tennis. E’ sempre tutto confuso. Trovare un amico che sia disponibile nel momento in cui lo sono anche io è un terno al Lotto. Uno lavora, uno ha i figli, l’altro ha il compleanno del capo, con Marco Mengoni ci diciamo sempre di giocare ma poi ho vergogna del mio livello e mi nascondo, e poi c’è la cena aziendale e l’anniversario con la moglie… tutto molto frustrante. Devo trovare qualcosa in cui posso buttare eccessivamente anima e cuore in totale indipendenza. Ecco ce l’ho! Imparo a suonare la chitarra!! 🎸
È la mia fissa più recente. Ma mica le lezioni che poi le devo spostare all’ultimo come il tennis e siamo punto e a capo. No, mi scarico un’app e guardo i tutorial così faccio da solo. Vai di chitarra tutto il giorno da due settimane a questa parte. Ho perso la sensibilità ai polpastrelli che si stanno lentamente indurendo e intanto il livello è questo:
Ora ricostruendo questa fiera dell’Est che vi ho appena raccontato credo che siamo tutti d’accordo che imparare a suonare la chitarra sia un’attività decisamente più consigliabile di passare la giornata a scrollare Tik Tok passando da una suora che fa la break dance a un nano che si picchia con un canguro e poi di nuovo un’altra suora ballerina, ma il punto è la motivazione che ti spinge a farlo. Si tratta di un amore improvviso per gli arpeggi, la velleità di riscoprirsi rock star a 45 anni o semplicemente l’incapacità di lasciar riposare il cervello? Suppongo la terza. Il male del nostro secolo.
Mondo SUPERNOVA
5 cose belle che ho visto ascoltato vissuto o letto negli ultimi giorni:
FILM 🎞️ Ho visto F1 il film con Brad Pitt ambientato nella Formula 1. Anche se i grandi esperti di corse storceranno il naso perchè praticamente niente di quello che viene mostrato è credibile, il film è intrattenimento puro di altissimo livello. C’è Brad Pitt figo come un treno, più tutti i piloti veri che si prestano ad un cameo. Il produttore è Jerry Bruckheimer, uno dei mammasantissima Hollywoodiani, noto principalmente per aver regalato al mondo quel capolavoro di Top Gun e infatti la sensazione è che per fare F1 abbia preso il copione di TopGun Maverick e abbia detto ai suoi: “ lo voglio identico ma con le macchinine al posto degli aerei”
PODCAST 🎙️ Sempre restando in tema film, in queste due settimane mi sono visto pure Marty Supreme, Una battaglia dopo l’altra e The Rip ( sono on fire🔥) . Sono 3 film diversi ma con un qualcosa in comune a cui lì per lì non riuscivo a dare un nome. Si tratta di 3 film girati egregiamente, con interpretazioni individuali incredibili di Chalamet, Di Caprio e Sean Penn, Ben Affleck e Matt Damon… roba davvero di grandissima classe, ma tutto sommato con una trama che non regge il livello dei suoi protagonisti. Poi ho trovato la risposta a questa sensazione in una interessantissima puntata di Joe Rogan in cui erano ospiti proprio Matt Damon e Ben Affleck e nella quale gli attori raccontano di come ormai i registi scrivano film con trame semplificate e dialoghi iper descrittivi per venire incontro alle distrazioni del pubblico, che al 99% sta guardando il film mentre contemporaneamente sta scrollando il telefono. ve la lascio qui:
VIAGGI 🌎 non gasatevi troppo ma qualche giorno fa sono stato in Inghilterra con Carlo e Walter di SUPERNOVA per girare una puntata del podcast. avrei detto Londra ma a scrivere Inghilterra mi sento più onesto. Siamo Stati a St. Albans, praticamente la Sesto San Giovannni di Londra dove abbiamo passato 36 ore di grandissimo relax. Abbiamo fatto pub crawling, visitato la cattedrale, assistito all’esibizione della tribute band The Rolling Clones con tanto di finto Mick Jagger, finto Keith Richards e finta compagnia cantante, e siamo stati scambiati per degli spacciatori di cocaina. Una grande cittadina! La sua particolarità più spiccata è la vicinanza all’aereoporto di Luton dal quale dista 12 minuti di metro. Allego foto di me e i lads al Robin Hood, il nostro local pub preferito. Ah, la puntata alla fine l’abbiamo fatta e la vedrete prossimamente. Una figata!
CINEMA 🍿 Scusate ma sono state le settimane in cui è uscito il trailer del Live Action Movie di HE-MAN e i Dominatori dell’Universo. Non ho idea di quanti anni abbiate, che infanzia abbiate avuto o se siate maschi oppure femmine, quindi non ho idea di quanto interesse misto attesa stiamo condividendo per questa notizia. Vi basti sapere che tutto ciò che so sulla vita e su come ci si debba comportare nel mondo l’ho imparato da He-Man e i suoi amici. Sarà un bel film? Lo dubito. Sarà il mio film preferito dell’anno? Ne sono certo. Vi lascio il trailer. Andrete a vederlo?
PODCAST 🎧 In questo mese stanno uscendo puntate a raffica di SUPERNOVA. Abbiamo creato un calendario dell’avvento sanremese in cui chiacchieriamo ogni giorno per dieci minuti con tutti e 30 i cantanti di Sanremo per aiutarvi a conoscerli meglio prima dell’inizio del Festival ma soprattutto sono uscite puntate pazzesche del nostro format classico da un’ora. Tra le mie preferite quella con 22Simba, giovane leva della scena musicale italiana che ci ha colpito per la sua brillantezza. Abbiamo scoperto un ragazzo di grande talento, intelligenza, sensibilità e onestà. Bellissima scoperta davvero e uno sguardo interessante sui vent’enni di oggi. L’altra è stata senza dubbio quella con l’amico Angelo Pintus che vi lascio qui sotto:
Alla fine arriva Walter
Attenzione! Attenzione! ⚠️ ⚠️ Inauguriamo una nuova rubrica letteraria curata dal nostro intellettuale di riferimento Walter. Da grande appassionato di biografie di personaggi iconici ci lascia la sua opinione, con voto finale, su come sono state raccontate le vite dei grandi e di come possano influenzare e motivare invece quelle di noi miseri tapini. Ecco la prima sul grande…
Vinnie Jones è stato uno dei simboli più riconoscibili del calcio inglese degli anni ’80 e ’90. Il carattere prima del talento.
Centrocampista del Wimbledon, Jones arriva nel calcio professionistico da un percorso irregolare: cantieri, non-league, lavori saltuari. Non cambia pelle entrando nel sistema. Porta tutto con sé. Anche la rabbia.
Il Wimbledon di quegli anni diventa la Crazy Gang in un contesto preciso: Inghilterra pre-Premier League, stadi duri, arbitri lasciati soli, stampa aggressiva. Un calcio fisico, poco mediato, dove il carattere pesa quanto — e spesso più — del talento.
In It’s Been Emotional Jones chiarisce una cosa fondamentale degli anni di Wimbledon: nulla di quel caos nasce per caso. La durezza è allenata. L’intimidazione è parte del metodo. Anche il disordine ha una struttura.
La Crazy Gang non è solo una leggenda costruita dai giornali. È una squadra che vive costantemente sopra il limite, anche per scelta tecnica. Pressione psicologica, rumore, contatto continuo. L’obiettivo è spostare l’equilibrio della partita prima ancora che inizi.
Jones lo racconta così:
«Bassett ci faceva urlare “Power” durante gli allenamenti per farci sembrare invincibili. Ci faceva perfino esercitare a circondare e mettere sotto pressione l’arbitro.
L’atmosfera al Wimbledon era frenetica. Vivevamo e giocavamo a cento all’ora. Non sorprende quindi che i guai fossero sempre dietro l’angolo.
Ma Bassett fu una parte fondamentale di quelle marachelle che portarono i giocatori a essere conosciuti, in tutta la nazione, come la Crazy Gang. Tony Stenson, cronista sportivo del Daily Mirror, coniò il nome dopo una serie di riti di iniziazione e scherzi, e tutti i media iniziarono a usarlo.»
Non c’è compiacimento in questo racconto. C’è consapevolezza tardiva. Jones ammette di non avere alcun controllo su se stesso in quegli anni. Sa che la reputazione costruita in quel periodo gli tornerà contro più volte.
Il libro è attraversato da aneddoti rapidi: risse, scherzi interni, squalifiche, provocazioni. Ma il punto non è il singolo episodio. È la coerenza. Jones è sempre lo stesso, in campo e fuori.
It’s Been Emotional non è un’operazione nostalgia.
È un’autobiografia diretta, spesso scomoda, che non prova a rendere il personaggio migliore di quello che è stato.
Giudizio
Un libro ruvido e coerente con chi lo ha scritto.
Non elegante.
Ma onesto.
Voto: 7,5 su 10
E con questo è tutto per oggi! Iscrivetevi e ci sentiamo fra 15 giorni ragazzi.
Ale







Consiglio di inserire croste di Parmigiano Reggiano nel minestrone a fine cottura!
In un mondo non frenetico, di più, dove il fermarsi 10 minuti a leggere uno scritto più lungo di 2 righe è considerato come una cosa cringe, il riuscire a ritrovare la voglia e la curiosità di leggere questi brevi "estratti di vita" mi diverte e mi scalda il cuore.
Grazie per questa grande boccata d'aria fresca.
Firmato un GenZ